07/07/07

Abolire il valore legale del titolo di studio

Mi chiedevo se il nuovo movimento politico di Daniele Capezzone, avesse davvero le caratteristiche della novità. A guardare i punti del suo programma sembra di sì, tra l'altro sono pochi e coincisi.
A me piace l'idea di abolire il valore legale del titolo di studio, in effetti sarebbe un vantaggio per chi ha studiato.
Il fatto che ogni titolo di studio abbia valore legale, mi sembra un modo di equiparare gli studenti. Invece c'è chi ha studiato di più (per più anni) e chi meno, inoltre ogni studente riceve una valutazione del suo lavoro. Per fare un esempio un laureato in legge con 110/110 evidentemente ha meritato di più di un laureato in legge con 85/110. L'abolizione del valore legale in sostanza renderebbe più visibile il merito di ogni studente.
Vi è poi il problema dello studiare all'università solo per raggiungere il "pezzo di carta"; questo una volta abolito il valore legale probabilmente non ci sarebbe più.
L'ideale sarebbe che i giovani andassere all'università per imparare, senza cercare di uscire il più in fretta possibile con un titolo accademico.
L'abolizione del valore legale del titolo di studio è uno dei punti che condivido del programma del nuovo soggetto politico di Daniele Capezzone.

15/06/07

Le elezioni provinciali

Le ultime elezioni provinciali hanno visto la vittoria qui nel sud Milano del centro-destra. La CdL ha vinto quasi ovunque, anche in comuni storicamente rossi (dove la sinistra ha dominato a partire dal dopoguerra). L'impressione è che ormai una parte politica, quella che si riconosceva nel partito comunista, sia sotto assedio; si possono considerare a tal proposito le ultime elezioni regionali in Lombardia, dove il candidato dell'Unione è stato regolarmente battuto negli ultimi anni (Masi, Martinazzoli e Sarfatti). Probabilmente quello che manca alla sinistra è la capacità di riorganizzarsi, e soprattutto di uscire dal settarismo. C'è della chiusura dovuta al fatto che soprattutto in provincia i responsabili dei partiti sono da anni sempre gli stessi, e faticano ad introdurre dei giovani. La sinistra in Italia è sempre stata percorsa da capi e fazioni, e per fare politica bisognava accodarsi a qualche capo gruppo. Una possibile rivincita del centro-sinistra, sul lungo periodo, passa dal tentativo di coinvolgere persone che non provengono già dall'attività politica; per fare ciò è necessario che anche in provincia i militanti di lunga data dei partiti di sinistra aprano le loro sedi ai giovani.

21/03/07

Mercato del lavoro

Anche oggi mi è capitato di sentire parlare del rapporto tra studio universitario e lavoro. Si sosteneva che dopo avere fatto studi umanistici, ci si presenta in azienda senza saper fare nulla. La mia esperienza invece è la seguente: chi ha fatto studi tecnici entra in azienda, ma rimane comunque limitato; è vero che chi si specializza sa fare bene delle cose, però non ha il punto di vista generale su ciò a cui serve il suo lavoro.
Una volta si diceva che studiando al liceo, si acquisiva una preparazione che apriva ad ambiti di lavoro diversi; gli studi letterari e filosofici in effetti richiedono più tempo per emergere, però si ha sempre una bussola con cui orientarsi. Non è il caso di scoraggiarsi, perchè anche sul lavoro è questione di fare esperienza. Il bagaglio delle conoscenze acquisite rimane e, se è valido, permette di risolvere meglio i problemi.